Servizi
  • Audit per l’export di prodotti alimentari
  • Studio sulle normative vigenti per l’export e l’import di prodotti alimentari
  • Studio per le certificazioni comunitarie ed extracomunitarie inerenti il commercio internazionale dei prodotti alimentari

Export 2014 dell’agro-alimentare Made in Italy

(America settentrionale, America centro meridionale, Nord Africa, Russia, Medio Oriente, Asia Centrale, Cina, Oceania)

crescita export

Le produzioni agro-alimentari Made in Italy continuano ad avere grande successo nel mondo, e ne è testimonianza il grande successo ottenuto con EXPO 2015.

Il settore agroalimentare offre straordinarie potenzialità per il Made in Italy, alla ricerca di prodotti di qualità sulla base di un diffuso e sentito bisogno di "food safety".

Nell'industria europea il commercio è in cima alla classifica dei settori-guida dell’innovazione, a pari merito con il biologico (26%), seguito a ruota dagli alimenti speciali (22%) e dalla sostenibilità (15%).

Inoltre sono stati rilevati tre settori strategici dell’innovazione che sono gli alimenti per persone con esigenze speciali e intolleranze, il biologico, il packaging e infine la sostenibilità ambientale delle filiere produttive. Questo si integra con la richiesta di prodotti alimentari di alta qualità per l’esportazione.

Gli investimenti di carattere produttivo, logistico e di pubblicità e immagine, unitamente al consolidamento della rete distributiva, risultano più che mai strategiche per le aziende italiane.

La circolazione dei prodotti alimentari verso i Paesi Terzi in tutto il mondo però impone il rispetto delle normative e delle certificazioni richieste dai Paesi destinatari, che prevedono requisiti non sempre omogenei, oltre che il rispetto della normativa nazionale e comunitaria.

Tipologia dei Prodotti 

incremento prodotti percentuale

Esportazione degli alimenti

La normativa, diversa per ogni Paese importatore, varia in funzione del tipo di prodotto commercializzato.

I prodotti agroalimentari oggetto di commercializzazione verso Paesi Terzi, per poter entrare nei territori di tali Paesi, devono soddisfare i requisiti igienico-sanitari concordati attraverso specifici “accordi” tra i Paesi Terzi verso i quali sono diretti e, a seconda dei casi, l’Unione Europea, i singoli Stati Membri, le associazioni imprenditoriali o addirittura le singole ditte.

La normativa sanitaria che regola le attività di esportazione dei prodotti alimentari è in continua evoluzione; ci sono regole diverse per l'esportazione verso ogni Paese Terzo e per ogni tipologia di prodotto; e in continua evoluzione perché si allargano le possibilità di nuovi mercati per le diverse tipologie di prodotto ma nel contempo i Paesi Importatori possono imporre, col pretesto di mantenere elevato il proprio livello di protezione sanitaria, requisiti limitativi cui i Paesi che intendono ivi esportare si devono di volta in volta adeguare.

Le Aziende italiane, per poter esportare i loro prodotti, devono essere innanzitutto conformi alle disposizioni vigenti nel proprio Paese in materia di igiene degli alimenti: normativa comunitaria (Regolamenti, Direttive ecc.), normativa nazionale e regionale.

Inoltre DEVONO applicare alcune procedure che sono obbligatoriamente previste dal pacchetto igiene, come la predisposizione e applicazione delle SSOP (Procedure Operative Standard di Sanificazione), che non è prevista espressamente dalla normativa comunitaria, ma costituisce un requisito OBBLIGATORIO per l’iscrizione e il mantenimento di uno stabilimento negli elenchi degli impianti abilitati ad esportare verso i Paesi Terzi. Inoltre si richiede che venga effettuato un monitoraggio analitico continuo sui prodotti, e la determinazione e allungamento della shelf-life è un fattore fondamentale per la sostenibilità della esportazione di molti prodotti alimentari, e diverse sono le metodologie e tecnologie per ogni prodotto e filiera produttiva.

Certificazioni

Per esportare i prodotti alimentari, i produttori italiani devono fornire adeguate garanzie igienico-sanitarie alle autorità dei Paesi importatori attraverso dei certificati sanitari che accompagnano le merci.

Ogni lotto di produzione deve essere accompagnato da una documentazione concordata ed ufficiale, il Certificato garantisce l'esistenza e la validità dei requisiti sanitari concordati.

Fra gli standard di qualità internazionali c’è l’applicazione della ISO 22000:2005; l’IFS - International Food Standard - è uno strumento equivalente emesso dai più importanti nomi della Grande Distribuzione tedesca, francese ed italiana; lo standard BRC - British Retailer Consortium – che è nato in Inghilterra, dove è oramai istituzionalizzato.

Esportazione verso gli Stati Uniti

Le autorità americane del FSIS/USDA e dell’APHIS/USDA consentono l’esportazione verso gli Stati Uniti di prodotti a base di carne cotta sottoposti a trattamento termico che consenta il raggiungimento di +69°C al cuore del prodotto (mortadelle, prosciutti cotti), di prodotti sterilizzati (cotechino) e di prodotti a base di carne cruda (prosciutto crudo con stagionatura superiore a 400 giorni). A partire dal 28 maggio 2013 entra in vigore la modifica alla Rule 94.17, che permette l'esportazione di prodotti a base di carne a bassa stagionatura. In corso di definizione la circolare ministeriale con le procedure per l'autorizzazione e i controlli degli stabilimenti e la modulistica di certificazione.

Esportazione verso il Giappone

Le autorità nipponiche consentono l’esportazione in Giappone di carni suine fresche e di prodotti a base di carne suina. A riguardo richiedono il rispetto rigoroso della tracciabilità degli animali dagli allevamenti al macello e delle carni allo stabilimento di trasformazione

Esportazione verso la Federazione Russa

Le autorità del Rosselkhoznadzor ammettono l’esportazione verso la Federazione Russa di carni fresche (bovine, equine, suine e pollame), di prodotti a base di carne, di latte e prodotti a base di latte e di prodotti della pesca. Per quanto concerne i prodotti ortofrutticoli freschi è ammessa l’esportazione dei prodotti conformi agli MRL (livelli massimi di residui) previsti dalla legislazione russa per i residui di fitofarmaci, nitrati e nitriti

Procedura per la presentazione delle domande di iscrizione in liste di abilitazione all'esportazione di alimenti

Tutti gli stabilimenti che operano nel settore degli alimenti e che intendono essere autorizzati ad esportare verso alcuni Paesi terzi dovranno presentare apposita istanza effettuata dal responsabile dello stabilimento separatamente per ciascun Paese terzo verso il quale si intende esportare

Certificati per l'esportazione di alimenti

I Paesi terzi destinatari di prodotti alimentari e non, compresi gli animali vivi, in esportazione dall'Italia sulla base di specifiche normative sanitarie vigenti sul proprio territorio possono richiedere che gli stessi prodotti siano accompagnati da certificazioni sanitarie

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