Servizi
  • Consulenza legale in Diritto dell’Ambiente;
  • Studi di fattibilità ambientale; Valutazioni Ambientali Strategiche (VAS);
  • Attività di formazione ed aggiornamento degli operatori dei settori ambientale;
  • Assistenza alle imprese nella progettazione e realizzazione di processi produttivi eco-compatibili;
  • Studi di fattibilità tecnica a supporto di investimenti nel campo ambientale da realizzarsi tramite il project – financing;
  • Consulenza alle imprese per le politiche e dichiarazioni ambientali;
  • Consulenza alle imprese per gli aspetti relativi alla sicurezza (D.lgs. 81/08) attraverso il monitoraggio degli ambienti di lavoro allo scopo di evidenziare gli eventuali rischi di natura fisica, chimica e/o microbiologica;
  • Consulenza alle imprese esercenti attività di recupero rifiuti pericolosi e non; bonifiche siti inquinati; impianti di depurazione;
  • Autorizzazioni per lo scarico in corpo idrico superficiale e derivazioni.

Normativa di riferimento

Europea e Nazionale

2014 Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare - Linee guida per la verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale dei progetti di competenza delle regioni e province autonome, previsto dall'articolo 15 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116
2011 Direttiva 2011/92/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 dicembre 2011 concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati
2010 D.Lgs. 29 giugno 2010, n. 128, decreto di modifica e integrazione del Codice dell’ambiente (d.lgs. n. 152/2006)
2008 D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4, decreto di modifica e integrazione del Codice dell’ambiente (d.lgs. n. 152/2006)
2006 D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico sull’ambiente o Codice dell’ambiente)
2003 Direttiva 2003/35/CE del 26 maggio 2003
1998 D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112 d.P.R. 2 settembre 1999, n. 348
1997 Direttiva 97/11/CE del 3 marzo 1996
1996 Direttiva 96/61/CE del 24 settembre 1996
1985 Direttiva 85/337/CEE del 27 giugno 1985

Regione Puglia

2009 Regolamento Regionale 30 giugno 2009, n. 10. "Tagli boschivi" e ss.mm.ii.
2009 Determinazione del Dirigente Servizio Foreste 21 dicembre 2009, n. 757. Approvazione dell’elenco complessivo dei boschi e popolamenti boschivi da inserire nel registro dei boschi da seme della Regione Puglia.
2008 Regolamento Regione Puglia del 18 luglio 2008, n. 15. “Regolamento recante misure di conservazione ai sensi delle direttive comunitarie 79/409 e 92/43/CEE e del DPR 357/97 e successive modifiche e integrazioni".
2008 Regolamento Regionale 22 dicembre 2008, n. 28. Modifiche e integrazioni al Regolamento Regionale 18 luglio 2008, n. 15, in recepimento dei “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZCS) e Zone di Protezione Speciale (ZPS)” introdotti con D.M. 17 ottobre 2007.
2008 L.R. 21 ottobre 2008, n. 31. Norme in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili e per la riduzione di immissioni inquinanti e in materia ambientale.
2007 DGR 3 agosto 2007, n. 1366. Atto di indirizzo e coordinamento per l’attuazione in Puglia delle attività previste dall’art. 23 della L.R. n. 19/1997 e delle Leggi istitutive delle aree naturali protette regionali.
2007 L.R. 14 giugno 2007, n. 17. Disposizioni in campo ambientale, anche in relazione al decentramento delle funzioni amministrative in materia ambientale.
2007 L.R. 4 giugno 2007, n. 14. Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia.
2006 Deliberazione della Giunta Regionale del 14 marzo 2006, n. 304. Atto di indirizzo e coordinamento per l’espletamento della procedura di valutazione di incidenza ai sensi dell’art. 6 della direttiva 92/43/CEE e dell’art. 5 del D.P.R. n. 357/1997 così come modificato ed integrato dall’art. 6 del D.P.R. n. 120/2003.
2006 L.R. 15 maggio 2006, n. 14. Modifica della legge regionale 25 agosto 2003, n. 12 (Disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati nel territorio regionale).
2005 Regolamento Regionale 28 settembre 2005, n. 24. Misure di conservazione relative a specie prioritarie di importanza comunitarie di uccelli selvatici nidificanti nei centri edificati ricadenti in proposti siti di Importanza Comunitaria (pSIC) e in Zone di Protezione Speciale (ZPS).
2003 L.R. 4 dicembre 2003, n. 26. Norme in materia di coltivazione, allevamento e commercializzazione di Organismi geneticamente modificati (OGM).
2002 DGR 8 agosto 2002, n. 1157. Direttive 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, e 74/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici. DPR 8 settembre 1997, n. 357 di attuazione della Direttiva 92/43/CEE. Presa d’atto e trasmissione al Ministero dell’Ambiente.
2001 L.R. 12 aprile 2001, n. 11. "Norme sulla valutazione dell'impatto ambientale" e ss.mm.ii.
2000 L.R. 30 novembre 2000, n. 16. Conferimento di funzioni e compiti amministrativi in materia diagricoltura.
2000 L.R. 30 novembre 2000, n. 17. Conferimento di funzioni e compiti amministrativi in materia di tutela ambientale.
2000 L.R. 30 novembre 2000, n. 18. Conferimento di funzioni e compiti amministrativi in materia di boschi e foreste, protezione civile e lotta agli incendi boschivi.
1998 L.R. 13 agosto 1998, n. 27. "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma, per la tutela e la programmazione delle risorse faunistico-ambientali e per la regolamentazione dell’attività venatoria” e successive modifiche e integrazioni.
1997 L.R. 24 luglio 1997, n. 19. “Norme per l’istituzione e la gestione delle aree naturali protette nella Regione Puglia” e ss.mm.ii.

La Valutazione Impatto Ambientale

La procedura di VIA è un insieme di

  • dati tecnico-scientifici su stato, struttura e funzionamento dell’ambiente;
  • dati su caratteristiche economiche e tecnologiche dei progetti;
  • previsioni sul comportamento dell’ambiente e interazioni tra progetto e componenti ambientali;
  • procedure tecnico-amministrative; istanze partecipative e decisionali (partecipazione pubblica);
  • sintesi e confronto fra costo del progetto e dei suoi impatti e benefici diretti/indiretti del progetto.

Nella VIA sono valutati e computati impatti ambientali diretti o indiretti, a breve o lungo termine, permanenti o temporanei, singoli o cumulativi; pertanto nella VIA viene effettuata considerando i seguenti fattori ambientali, anche in correlazione tra di loro.

Impatti su

  • essere umano, fauna e flora;
  • suolo, acqua, aria, fattori climatici e paesaggio;
  • beni materiali e patrimonio culturale.

Ambiti di consulenza per la VIA e altri servizi di carattere ambientale

La procedura di V.I.A. comprende in sequenza

  1. Procedura di verifica - Screening; È la procedura tecnico - amministrativa volta ad effettuare una valutazione preliminare della significatività dell’impatto ambientale di un progetto, determinando se lo stesso richieda, in relazione alle possibili ripercussioni sull’ambiente.
  2. Procedura di delimitazione del campo d’indagine; È la procedura tecnico - amministrativa volta a valutare la proposta dei contenuti del successivo Studio di Impatto Ambientale (in sigla S.I.A.) al fine di indirizzare il proponente di un’opera alla completa e sufficiente analisi delle componenti ambientali interessate dal progetto.
  3. Procedura di valutazione dello studio ambientale e degli esiti delle consultazioni; Il S.I.A. è lo strumento centrale della VIA che fornisce gli elementi tecnici sugli impatti ambientali dell’opera pertinenti a valutare la sua compatibilità con il contesto ambientale. Secondo quanto previsto dalla normativa il S.I.A. si articola in: Quadro di Riferimento Programmatico, Quadro di Riferimento Progettuale, Quadro di Riferimento Ambientale. Il S.I.A. dovrebbe contenere tra l’altro un quadro delle condizioni del contesto (ad esempio: relazione naturalistica), un confronto degli impatti ambientali prodotti da varie alternative progettuali, la descrizione delle misure previste per mitigare e per monitorare gli impatti ambientali.
  4. Decisione e informazione sulla decisione; Le decisioni di VIA si basano soprattutto sui contenuti del S.I.A. e delle osservazioni pervenute. Qualora il S.I.A. risulti inadeguato si richiedono integrazioni. L’eventuale pronuncia favorevole contiene tra l’altro le prescrizioni necessarie per la mitigazione degli impatti sfavorevoli sull’ambiente. Le decisioni sulla compatibilità ambientale e le informazioni relative al progetto devono essere diffuse e pubblicate, a cura del proponente, su quotidiani, bollettini e su organi ufficiali delle amministrazioni.
  5. Monitoraggio ambientale. Obiettivi del monitoraggio ambientale sono valutare l’accuratezza delle stime preliminari e assicurarsi che non si verifichino impatti imprevisti. In sostanza il monitoraggio serve per tenere sotto controllo la situazione durante le varie fasi di vita degli interventi sottoposti a VIA dopo la loro approvazione.
Search
English Brochure
Pubblicazioni

Italiano

 2Q==.jpg  2Q==-1.jpg 9k=-1.jpg 

 

English

2Q==-2.jpg  9k=.jpg  Z.jpg

 

Profilo professionale su Linkedin

Intro Linkedin

Menù

Free Joomla! template by L.THEME