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Riferimenti normativa nazionale

La norma tecnica UNI 10637 ha come titolo “Piscine - Requisiti degli impianti di circolazione, trattamento, disinfezione e qualità dell’acqua di piscina” è datata 25 maggio 2006
In primo luogo va detto che quasi tutte le leggi e le norme nazionali e regionali in materia di piscine, siano esse ad uso pubblico che condominiali, fanno esplicito riferimento a questa norma, considerandola punto di riferimento tecnico per la tutela della salute degli utilizzatori. Per questa ragione non è possibile non tenerla presente in fase di progettazione di una nuova piscina oppure nella ristrutturazione di una piscina esistente.

Caratteristiche della filtrazione

La normativa consente, sostanzialmente, l’uso di qualunque tipologia di filtro, a condizione che siano rispettati i parametri dell’allegato Tabella A dell’accordo Stato/Regioni.
I filtri che con più frequenza vengono utilizzati nelle piscine private, sono del tipo a sabbia monostrato o del tipo a cartuccia.
Senza riprendere le varie caratteristiche tecniche dei vari filtri, ci soffermiamo solo sulla velocità di filtrazione e sui tempi di ricircolo.

Tempi di ricircolo

Si definisce in questo modo il tempo necessario affinchè l’intero volume di acqua contenuto nella piscina passi attraverso l’impianto di filtrazione.
E’ evidente che minore è il tempo di ricircolo e maggiore sarà la qualità della filtrazione, sia perchè il volume di acqua passerà più volte nel filtro e quindi sarà più pulita, ma anche perchè avremo meno particelle (foglie, polvere ecc.) che una volta cadute sulla superficie dell’acqua, avranno il tempo di andare a fondo.
La velocità di ricircolo indicata dalla norma UNI per le piscine private, è di 6 ore, cioè in 6 ore l’intera massa di acqua dovrà passare nel filtro.
Quindi, se ho una vasca della capacità di 50 metri cubi, per rispettare il parametro di 6 ore, dovrò calcolare un impianto di filtrazione della capacità di almeno 8,5 mc/ora.
Il tempo previsto di 6 ore, è semplicemente un minimo, ma se dobbiamo filtrare una piscina che avrà una forte presenza di bambini, oppure una vasca con una profondità inferiore a 120 cm, è consigliabile una frequenza inferiore (nelle piscine condominiali si scende a 0,5 - 2 ore).
E’ evidente che aumentando, invece, i tempi di ricircolo, potrò progettare un impianto meno potente (e meno costoso), a scapito della qualità dell’acqua di balneazione.

Parametri idraulici

Questo aspetto è ovviamente legato a quanto abbiamo detto in precedenza, ogni componente idraulico (skimmer, immissori, o bordi sfioratori), hanno caratteristiche di portata e di velocità ben precise, per cui non si può prescindere da questa valutazione nel considerarne il numero necessario.
La norma UNI 10637, ammette l’uso degli skimmer nelle piscine private, nel numero minimo di uno ogni 35 metri quadri. Ma la decisione di quanti skimmers prevedere, a nostro avviso, dovrà anche dipendere dalla forma della vasca, dalla presenza di agenti inquinanti, dal volume d’acqua complessivo e dalla quantità di ricircoli che abbiamo previsto.

Riferimenti normativa regionale

Regione Puglia - LEGGE REGIONALE 15 dicembre 2008, n. 35 - Disciplina igienico-sanitaria delle piscine a uso natatorio
Art. 1 - (Finalità)

1. La Regione detta la disciplina igienico-sanitaria delle piscine al fine di tutelare la salute e la sicurezza degli utenti, mediante la previsione:
a) dei requisiti strutturali;
b) delle prescrizioni relative alla gestione, al controllo e alla vigilanza;
c) del procedimento di comunicazione di inizio attività;
d) del regime sanzionatorio.

2. La Regione, nell’ambito delle azioni di prevenzione e tutela della salute, mediante interventi di informazione e di educazione promuove la diffusione dell’attività natatoria nel territorio regionale.

Art. 2 - (Definizioni)

1. Ai fini dell’applicazione della presente legge si intende per:
a) “piscina” il complesso attrezzato per la balneazione che comporti la presenza di uno o più bacini artificiali utilizzati per attività sportive, ricreative, formative e terapeutiche esercitate nell’acqua contenuta nei bacini stessi;
b) “utenti” la generalità delle persone che accedono al complesso piscina, con esclusione degli addetti. Si distinguono in “frequentatori”, “bagnanti” e “pubblico”;
c) “frequentatori” gli utenti presenti nella piscina all’interno dell’area frequentatori individuata all’articolo 10, comma 1, lettera e);
d) “bagnanti” i frequentatori che si trovano all’interno dell’area bagnanti, individuata all’articolo 10, comma 1, lettera d);
e) “pubblico” gli utenti che si trovano all’interno dell’area pubblico, individuata all’articolo 10, comma 1, lettera a);
f) “vasca piscina” il bacino artificiale la cui acqua viene utilizzata per più periodi di attività, con reintegri e svuotamenti periodici;
g) “bacino di balneazione” il bacino artificiale alimentato con acque di balneazione marine e dolci.

Art. 24 - (Controlli interni – Autocontrollo)

1. Il responsabile della piscina è tenuto a predisporre il piano di autocontrollo destinato ad assicurare, mediante analisi e monitoraggio dei processi e dei punti critici, il costante rispetto delle condizioni di idoneità igienico ambientale, strutturale e gestionale di cui al titolo III e a consentire l’attuazione degli interventi correttivi previsti in modo rapido ed efficace.

2. I controlli interni previsti dal piano di autocontrollo di cui al comma 1 sono finalizzati alla valutazione dei rischi in relazione a ogni fase dell’attività.

3. Il piano di cui al comma 1 deve essere redatto in conformità ai seguenti criteri:
a) analisi dei potenziali pericoli igienico-sanitari per la piscina;
b) individuazione dei punti o delle fasi in cui possono verificarsi pericoli di cui alla lettera a) e delle misure preventive da adottare;
c) individuazione dei punti critici di controllo e definizione dei limiti critici degli stessi;
d) definizione del sistema di monitoraggio;
e) individuazione delle azioni correttive;
f) verifiche del piano e riesame periodico, anche in relazione al variare delle condizioni iniziali, delle analisi dei rischi, dei punti critici e delle procedure in materia di controllo e sorveglianza.

4. La documentazione relativa all’attività e alle procedure di autocontrollo deve essere tenuta costantemente aggiornata.

5. Il piano di autocontrollo di cui al comma 1 per le piscine di categoria B, gruppo B2, può essere sostituito da un registro in cui devono essere riportati i controlli periodicamente effettuati, le relative risultanze e gli interventi di manutenzione eseguiti.

6. Quando i controlli interni evidenziano situazioni di pericolo per la salute pubblica, il gestore intraprende gli interventi a tutela della salute, ivi compresa la chiusura di tutto o di parte della piscina, e comunica contestualmente all’ASL la natura del rischio e le misure adottate.

Art. 30 - (Carenze relative all’autocontrollo e all’utilizzo dei locali)

1. Il responsabile che, in violazione dell’articolo 24, comma 1, non predispone il piano di autocontrollo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 600 a euro 5 mila.

2. Il responsabile che, in violazione dell’articolo 24, comma 4, non tiene aggiornata la documentazione relativa all’attività di autocontrollo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 5 mila.

3. Il responsabile che non tiene aggiornato il registro previsto dell’articolo 24, comma 5, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 5 mila.

4. Il responsabile che non assicura gli adempimenti previsti dall’articolo 15, comma 2, lettera d), è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 5 mila.

5. Il responsabile che consente lo svolgimento delle attività balneatorie aggiuntive contemporaneamente alle attività terapeutiche non in conformità a quanto disposto dall’articolo 7, comma 2, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 5 mila.

6. Il responsabile che non ottempera a quanto stabilito dall’articolo 13, in ordine al primo soccorso, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 5 mila.

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