Servizi
  • visual census e monitoraggio delle biocenosi;
  • monitoraggio della chimica e della microbiologia delle acque;
  • analisi della microbiologia degli alimenti di origine marina;
  • campionamento e analisi di microalghe, biotossine altri organismi marini nocivi alla salute umana (Ostreopsis ovata, tetraodontotossina, tossine di tipo DSP, YTX, ASP e PSP.

Normativa di riferimento

La direttiva 2000/60/CE “Direttiva Quadro sulle Acque – DQA” istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque la quale ha introdotto un approccio innovativo nella legislazione europea in materia di acque, tanto dal punto di vista ambientale, quanto amministrativo-gestionale. La direttiva persegue obiettivi ambiziosi: prevenire il deterioramento qualitativo e quantitativo, migliorare lo stato delle acque e assicurare un utilizzo sostenibile, basato sulla protezione a lungo termine delle risorse idriche disponibili.

La Direttiva stabilisce che i singoli Stati Membri affrontino la tutela delle acque a livello di “bacino idrografico” e l’unità territoriale di riferimento per la gestione del bacino è individuata nel “distretto idrografico”, area di terra e di mare, costituita da uno o più bacini idrografici limitrofi e dalle rispettive acque sotterranee e costiere e in ciascun distretto idrografico gli Stati membri devono adoperarsi affinché vengano effettuati:

  • un’analisi delle caratteristiche del distretto;
  • un esame dell’impatto provocato dalle attività umane sullo stato delle acque superficiali e sotterranee;
  • un’analisi economica dell’utilizzo idrico.

Matrici indagate

  • corsi superficiali d’acqua;
  • acque superficiali Idonee alla vita dei Pesci e dei Molluschi;
  • matrici indagate: acque, organismi, sedimenti.
  • morfologia della costa (tipologie costiere e unità fisiografiche);
  • presenza, tipologia e monitoraggio delle praterie di fanerogame marine;
  • bacini idrografici;
  • principali fattori di pressione insistenti sulla fascia costiera, sia di tipo puntuale (scarichi, condotte, porti) che diffuso (uso del suolo);
  • zonazioni già esistenti: aree marine protette, tratti di balneazione, aree destinate alla molluschicoltura.

Zone portuali, condotte e depuratori

I siti portuali, dove insistono i dragaggi e lavori portuali, possono compromettere gli ambienti o essere soggetti a sversamenti ed immissione di inquinanti per cause accidentali o dolose. In queste zone è essenziale il monitoraggio ed analisi delle acque e delle biocenosi marine prossimali agli scarichi di depuratori e di condotte sottomarine. Visual census e registrazione video-fotografica delle biocenosi pre, durante e post intervento con valutazione dell’impatto delle strutture e dell’afflusso delle acque e/o dei nuovi corpi sommersi.

Parametri indagati del monitoraggio marino:

  • temperatura,
  • salinità,
  • pH,
  • ossigeno disciolto,
  • trasparenza,
  • clorofilla nutrienti (composti dell’azoto, del fosforo, silicati)
  • plancton e fitoplancton
  • enterococchi (stagionalmente)
  • sedimenti
  • granulometria;
  • composti organoclorurati
  • metalli pesanti
  • idrocarburi policiclici aromatici
  • carbonio organico totale
  • composti organostannici (TBT)
  • saggi biologici (Vibrio fischeri e Paracentrotus lividus)
  • spore di clostridi solfitoriduttori
  • mitili, bivalvi eduli ed altri organismi eduli
  • composti organoclorurati;
  • metalli pesanti;
  • idrocarburi policiclici aromatici;
  • composti organostannici (TBT)
  • biocenosi
  • Biocenosi di sabbia, fango e roccia: lista specie
  • Posidonia oceanica: densità fogliare, lepidocronologia, fenologia, marcaggio del limite inferiore, stima età mattes e stato generale delle mattes, georeferenziazione delle praterie.
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